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sabato 4 maggio 2013

L'avventura in Australia raccontata da Luca Faccin


Molte persone negli ultimi tempi hanno deciso di lasciare l'Italia per " cercare fortuna " all'estero. 
Laboratorio Polis, attraverso le esperienze di amici che sono attualmente all'estero per lavoro o per studio, vuole cercare di dare una visione quanto più vicina alla realtà evidenziando da un lato le differenze più marcate che si possono riscontrare e dall'altro sfatare alcuni falsi miti che aleggiano nei confronti dell'estero da parte degli italiani.
In questo primo articolo l'amico Luca Faccin ci racconta la sua esperienza in Australia e dintorni. 
Voi cosa ne pensate?  

Mi è stato chiesto di raccontare della mia avventura all'estero. E’ un'esperienza che mi sta dando tanto, ed ho deciso di raccontarla anche per dare una spintarella ulteriore a chi sta decidendo se partire o no, se lasciare o meno, anche per poco, il nostro bellissimo e rinomato paese che, però, attraversa una fase difficile.

Nella foto Luca Faccin

Partire è sempre stato il mio sogno: provare, scoprire, imparare...appena ne ho avuto l'occasione, ho deciso di prendere la mia vita e lanciarla all'avventura...all'avventura dell'Australia.


Novembre 2010: prima permanenza, con lo student visa, un permesso di permanenza e di lavoro in Australia riservato a studenti stranieri, a condizioni quindi relativamente facili da ottenere rispetto al permesso di lavoro per persone non più in età scolare. 
Sono atterrato nella terra dei canguri dopo due scali, a Dubai ed a Bangkok, dopo 27 ore di viaggio. Completamente fuso dal fuso, mi avvio verso l'ostello preventivamente prenotato on-line.
Iseo-Sydney...catapultato dal ridente paese lacustre nel bel mezzo di una metropoli. Tutto sembra strano, diverso, particolare…e affascinante.
Cominciamo a parlare della lingua, ma anche no: non spiaccico una parola d'inglese e non capisco un'acca!!! Fortunatamente ci son tanti italiani. E, comunque sia, i locali qui son abituati a stranieri impediti come me con l'inglese. E poi, e che diavolo!, son qui per andare a scuola, per istruire il mio intelletto, per imparare una nuova lingua…datemi tempo!! E' stata comunque un'impresa farsi capire inizialmente.

La città è una foresta di palazzi e grattacieli che fanno rimbombare il trambusto del traffico e della vita cittadina. E di rumore ce n’è, ve lo assicuro; migliaia di persone che, come piccole formiche, si inoltrano nei cunicoli metropolitani. La mattina, lavoratori e impiegati frettolosi, durante il tragitto per recarsi al lavoro, con cuffie auricolari per musica o per parlare al telefono. Durante il giorno shopping-people, turisti e backpackers (ragazzi con lo zaino in spalla), alla ricerca di souvenir o semplicemente alla scoperta delle meraviglie che questa città nasconde dietro ogni angolo! Verso le 5 del pomeriggio, di nuovo impiegati stressati che si lanciano nei bar sotto l'ufficio a sorseggiare birra, che costa meno dell'acqua. Ed infine apre i suoi battenti la night life: tutte le sere c’è qualcosa da fare. Ovviamente non può essere paragonata alla night-life di Ibiza, ma di locali ce ne sono in abbondanza e la scelta è ampia. Dalle discoteche piene di orientali, ai club puramente ed esplicitamente omosessuali, lesbo, bisex e transessuali, dal super esclusivo locale sopra l'Hilton Hotel in centro al localino grande come un buco con quattro tavoli, arricchito a suon di backpackers.

Il traffico: partiamo dal presupposto che si guida dal lato opposto, quindi devi stare ancor più attento prima di attraversare la strada!
Bus a quasi tutte le ore, che nebulizzano un ottimo profumo di combustione motrice. Taxi, auto private, mezzi per la pulizia delle strade e per la raccolta dei rifiuti, motociclette, biciclette, skate e roller... "lavori in corso" con martelli pneumatici, gru e via dicendo.

Negozi ovunque: grandi firme con prezzi improponibili, shops alla portata di tutti e altri con brand differenti da quelli ai quali siamo abituati.

Fast food e ristoranti ad ogni angolo: Mc Donald’s, Hungry Jack, KFC, giapponese, italiano, cinese, vietnamita, coreano, filippino, brasiliano, spagnolo…c’è solo l'imbarazzo della scelta.

La città ti offre mille possibilità di svago, ma io preferisco, nel tempo libero e nelle giornate assolate che qui non mancano, stare all'aria aperta. E quale miglior posto della spiaggia per passare qualche ora di libertà?
Luogo di incontro per eccellenza dove ascoltare musica, tuffarsi nelle abbastanza gelide acque dell'oceano, dove le onde e la corrente possono inghiottirti e farti vivere brutte avventure, dove praticare qualsiasi tipo di sport da spiaggia (racchettoni, volley beach, soccer, rugby, frisbee o addirittura fare un po’ di palestra a cielo aperto, con attrezzi messi a disposizione di tutti). E, in assoluto, il SURF!!! Bellissimo, adrenalinico ma pericolosissimo sport, alla portata di chiunque voglia provare l'ebbrezza di cavalcare le magnifiche onde oceaniche!!!

L'Australia è un paese che ti da mille occasioni di lavoro; inizialmente ho avuto non pochi problemi a trovare un impiego: il mio inglese era veramente scarso. Ma dopo un mesetto e mezzo, ho finalmente trovato anche se solo part-time essendo con lo student visa. 
Gli affitti e il costo generale della vita sono abbastanza elevati; condividi casa in 6 e camera in 3 con circa 190$ (circa 150 €) a testa a settimana, più i mezzi di trasporto, di cui non mi posso lamentare perché eccellentissimi, e cibo abbastanza caro. Quindi siamo sui 350$ a settimana (275 €), sempre se non calcoli qualche serata in giro ogni tanto e qualche vizietto.
Se sei turista o studente, preparati a spendere un occhio della testa, ma se lavori a tempo pieno, beh, cambia la suonata. ???perché?
Non devi assolutamente essere una persona chiusa se vuoi venire in Aussie. Devi pensare che sei da solo, almeno per me è stato così, e quindi devi cercare di ampliare le tue conoscenze per avere più dritte possibili per quanto riguarda…per quanto riguarda tutto: dall'ostello migliore al market meno caro al modo di muoversi più velocemente spendendo il meno possibile all'importantissima possibilità di trovare un lavoro.

Dopo aver frequentato 5 mesi di College, sono partito alla scoperta della East Coast. Prenotato il volo per Byron Bay, dove avevo un aggancio, e poi via, da solo, spostandomi esclusivamente con l'aiuto di ragazzi conosciuti per strada. Prima di due italiani, poi di un canadese.
Non sto a dirvi le meraviglie che ho visto strada facendo, quasi 2500 km in 25 giorni, con molteplici tappe per godere appunto dei posti che la natura australiana offre, con 4 giorni in barca a vela annessi a visitare uno dei posti più fantastici che abbia mai visto in vita mia: le Whitsunday!

Dopo tutto ciò, sono tornato in Italia, con la gioia nel cuore al pensiero di riabbracciare tutti i miei cari, che ti mancano sempre e comunque, ma con un nodo in gola che non so spiegare.
Ecco perché, dopo 5 mesi a casa, ho deciso di ripartire.

Novembre 2011:seconda volta, con lo WHV (working holiday visa).
Questa volta, accordatomi precedentemente con ragazze conosciute l'anno prima, per farmi ospitare per un periodo tale che mi permettesse di trovare lavoro e alloggio senza fare troppe corse e senza spendere troppi soldi in ostelli.

Sydney di nuovo, oramai la sento un po' come la mia casa australiana.
In tre settimane, dopo qualche curriculum e un paio di e-mail, mi chiamano in tre nello stesso giorno, offrendomi posti di lavoro.
Provo in un ristorante, lo lascio; vado in un altro, ci rimango poco più di un mese, ma poi ho l'occasione di lavorare in un rinomato ristorante nella centralissima CBD (Central Business District, il cuore della città). e ci vado.
Poi ad aprile comincio a pensare che voglio avere la sicurezza di rimanere qua un altro po’, e visto che per ottenere il secondo anno di WHV l'unica possibilità è andare per 88 giorni lavorativi a sudare nelle farms (fattorie) australiane, ho deciso di partire (ok, ci sarebbe anche la possibilità di rimanere sposandosi con un'australiana, ma la voglio accantonare questa, onn volendo sposarmi con la prima che capita).
Allora parto, destinazione Tasmania, speranzoso nella stagione delle mele, che però è quasi finita. Poco male, colgo l'occasione per visitare questa bellissima isola a sud del continente.
Mi visito in 7 giorni 4 differenti città, con annessa arrampicata alle Cradle Mountain, posto che mi era stato detto di non perdere!
Dopo ciò, riparto per Melbourne.

Fantastica città, dall'aspetto molto più europeo di Sydney. Qualche altro giorno da turista, in giro a fotografare, curiosare ed assaggiare qua e là. Poi tour organizzato: Great Ocean Road, Twelve Apostols, Bells Beach, Phillip Island con parata di pinguini e di nuovo Melbourne.

Al che, dopo più di due settimane di vagabondaggio solitario, decido che è ora di rimboccarsi le maniche e raggiungere, dopo 10 ore tra treno e bus, Mildura, cittadella nell'entroterra dove tutt'ora sono, a guadagnarmi col sudore della fronte e spezzandomi la schiena nei campi, il secondo WHV.
Vi assicuro, non è per nulla semplice, ma è un'esperienza che mi sta dando veramente tanto. Cominciato con raccolta d'uva sultanina, poi via via con fagiolini, piselli e con le mitiche zucche!
Insetti ovunque: mosche, moscerini e zanzare, fastidiosissimi, scarafaggi ripugnanti, ragni di ogni genere, tra cui il famoso e pericoloso red back, api, vermi e millepiedi multicolore mai visti prima. Ma anche tanti differenti tipi di volatili, pappagalli multicolore, corvi, gazze ladre, quaglie e falchi, e i canguri, questi unici e caratteristici animali che la mattina ti vengono a dare il saltellante buongiorno.
Adesso sto lavorando per una azienda vinicola, una delle più vaste che abbia mai visto in quanto a terre acquisite. L'allarme della sveglia suona alle 6. E' una levataccia, calcolando che si fa la vita da backpackers: parecchio rumore fino alla sera tardi tra televisione, musica e vociferare. Se poi hai la camera proprio in mezzo tra sala, cucina, e patio sei destinato a non dormire decentemente per tutto il tuo soggiorno.
Tra due settimane avrò finito,e ripartirò per un altro emozionante viaggio in van (furgoncino), guidando per 3000 km da Perth su per la West Coast...e poi...poi è tutto un incognita!

1 commento:

  1. Grande Luca, racconto molto interessante, dai che manca poco al visto! ;)

    Libero

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